Che rapporto hai con la salita?!

Questa è la domanda mi è stata fatta, da una mio caro amico. Che rapporto hai con la salita? Cosa pensi quando ti svegli al mattino sapendo che dovrai fare tanta fatica, cosa ci trovi di così particolare?

Sinceramente non esco neanche di casa se non faccio almeno un cavalcavia!
Se non andate in bicicletta, non potete capire il significato profondo che stà dietro ad una salita. Non riuscite a capire fino in fondo le mie parole. Come tutti quelli che vanno in bicicletta ho un rapporto passionale romantico tra amore ed odio, non c’è niente che esalti più la fantasia e il desiderio. Anche se sei pesante, un pò sovrappeso, fai fatica, ma solo nella salita ritrovi l’amore per il ciclismo.
Una follia, un atto di pazzia che porta a intraprendere kilometri e kilometri in pendenza tra sudore e fatica, con un unico desiderio arrivare in cima, sapendo che solo dalla vetta si godrà di un bellissimo panorama.
A differenza dei rapporti umani e della cultura moderna, dove per fare carriera ed essere migliori a volte si fa del male al prossimo ed agli altri. La bicicletta azzera tutto per salire in cima la strada è una e vale per tutti, nessuno ti protrà aiutare, solo te stesso!
Questo significa per me la salita!

Alla prossima

Riccardo

Alla scoperta dell’Adda parte Nord

Ciao carissimi! oggi vi propongo una bellissima escursione nella natura, alla scoperta di un fiume che ha segnato la storia e la cultura  della regione in cui scorre.
Il fiume Adda, in Lombardia. Faccio una piccola panoramica geografica, l’adda nasce nelle vicinanze di Bormio alta valtellina, laghi di Cancano e sfocia a Castelnuovo bocca d’Adda nel Pò dopo aver percorso circa 300km. Un percorso molto lungo che attraversa in senso verticale da nord a sud la regione. Durante i secoli questo fiume, è stato utilizzato come mezzo di trasporto e navigazione, infatti sono proprio le acque dell’Adda che formano i navigli milanesi, lunghe le sue rive grandi maestri pittori ed artisti hanno trovato ispirazione per le loro opere, uno fra tutti Leonardo da Vinci.Il percorso del fiume, si può dividere in tre parti, la prima dalla sua foce passando per la valtellina fino a
Colico dove si immette nel lago di Como, qui il fiume ha un tracciato principalmente torrentizio.
La seconda parte da Lecco, dove esce dal lago, fino a Cassano D’adda, la parte migliore più panoramica dove il fiume ha dovuto scavare nella roccia il suo letto. Ed infine l’ultima parte da Cassano D’adda fino al Pò dove il tracciato è prevalentemente pianeggiante.

Il percorso che vi mostro oggi, parte da Lecco fino a Cassano D’adda, la parte migliore come ho scritto precedentemente. Il tracciato è interamente sterrato, quindi la bici consigliata è una bella mtb, con copertoni in buone condizioni (controllate sempre lo stato dei vostri copertoni prima delle uscite).
Luogo di partenza Lecco city, facilmente raggiungibile in treno da Milano con diversi collegamenti, dove è possibile caricare la bibicletta a bordo.Lecco è una bella città prima di iniziare il giro, vi consiglio una visita, sopratutto sul lungo lago, molto suggestivo nelle belle giornate è possibile vedere in lontananza Bellagio ed il Monte Resegone.
Ma veniamo a noi, abbiamo tanti km da percorrere quindi forza in sella! si segue il fiume dalla sponda destra, una serie di piste ciclabili una via l’altra ci portano ad attraversare i paesi di Pescate, Garlate, Olginate ed gli ononimi laghi che si formano all’uscita del fiume da lecco, il silenzio e il lento scorrere del’acqua ci faranno da compagnia lungo tutto il tragitto. Le ciclabili asfaltate finiscono ed inizia il tratto sterrato, che ci porterà fino a Cassano D’adda. I primi km sono molto silenziosi, non troveremo molti ciclisti, il fiume percorre diverse anse a largo raggio, molto panoramiche. Solo una volta arrivati vicino ad Imbersago, il percorso diventa abbastanza frequentato, e molto suggestivo infatti questa zona è molto turistica ci sono diverse attrazioni come il traghetto di Imbersago, la vergine delle rocce di Leonardo, e una serie di centrali idroelettriche alcune in uso ed altre in disuso ed una serie di musei tematici sul fiume.
Le città di Trezzo D’adda Canonica D’adda sono dei veri e propri gioielli costruiti lungo il corso d’acqua, una serie di ponti alcuni in legno ed altri in ferro battuto ci portano fino a Cassano D’adda dove finisce il nostro tragitto. Un percorso bellissimo totalmente nella natura a contatto diretto con un fiume di grande storia, per un totale circa 70 km. Spero di avervi messo grande curiosità, ve lo consiglio se siete grandi amanti della mtb del silenzio e dell’avventura.
linko alcune foto del percorso.

Alla Prossima Riccardo

Bdc oppure Mtb

Questo tema, divide in due il mondo del ciclismo. È il tipico argomento di discussione da bar che non ha mai fine, ed oggi dico anche io la mia idea. Non ho la pretesa di avere la ragione, è il mio pensiero.
Detto questo iniziamo, perché dovrei scegliere una mountain bike (MTB)? Oppure perché non prendere una bici da corsa (bdc)? Cosa cambia tra le due? Cosa mi devo aspettare dal tipo di guida? Che percorsi fare? Non tutto si può fare con entrambe le bici.
Facciamo un pò di ordine, allora per prima cosa parto con spiegare le differenza tra le due bici.
Una MTB è una bici solida resistente con telaio progettato per reggere a forti sollecitazioni continue nel tempo ed a urti improvvisi, montano ruote tra i 26 e i 28 pollici alcuni tipi anche 29 pollici, con copertoni alti larghi e con un disegno molto particolare capace di fare grip su terreni accidentati. Possono montare freni a disco oppure freni a pattino detti v brake. Alcuni modelli possono essere dotati di due o una sospensione. Tutto questo messo insieme compone una MTB con un peso totale, che supera i 15kg come minino. Una bici portentosa un vero e proprio trattore. Le MTB sono le bici maggiormente vendute, in giro ci accorgiamo che almeno il 70% delle bici è una MTB la si può trovare ovunque e il prezzo è variabile, sia a basso bassissimo costo che a costi più alti.
Le bici da corsa invece sono bici dal telaio più snello e leggero, progettate e studiate per avere meno resistenza con l’aria, per poter scorrere meglio su asfalto e poter andare più veloce. Montano ruote, di solito da 28″ con copertoni più piccoli con un disegno meno articolato. I freni sono a pattino tipici della bdc con componentistica meccanica precisa come un orologio.
Adesso che abbiamo capito le macro differenze tra i due tipi di bici, dobbiamo capire cosa aspettarci alla guida e cosa possiamo fare e non possiamo fare.
Da quello che ho scritto mi pare evidente che le MTB sono biciclette così resistenti e robuste che il loro terreno di caccia migliore, è quello sterrato, a differenza delle bdc che preferiscono l’asfalto.
Ma c’è da aggiungere un dettaglio non da poco conto, le MTB possono girare benissimo anche su asfalto, a differenza delle cugine bici da corsa che montando copertonicini non riesco ad andare off-road.
Per concludere, per poter scegliere dobbiamo rispondere a questa domanda Quali percorsi vogliamo fare con la nostra bici?
Se amiamo uscite in mezzo alla natura tra sentieri e boschi la MTB è la scelta giusta!
Se invece preferiamo andare su asfalto percorrere salite e discese e andare veloci la bdc è la scelta migliore!
Io giro sia in MTB che in bdc, ma se devo scegliere preferisco la bdc, ha un fascino tutto suo che le MTB non hanno.

Alla prossima

Riccardo Monico

Da Braies al rifugio prato piazza

Inizio con il botto, uno tra i migliori percorsi che ha da offrire il trentino alto adige, per essere più precisi il sud Tirolo, Dal lago di Braies al rifugio prato piazza.
In totale sono 19 Km tutti in montagna su strada asfaltata, bici consigliata bdc (bici da corsa) ma anche con una mtb (mountain bike) si può fare benissimo.La partenza è al parcheggio del lago di braies provincia di bolzano 1213 m, parcheggio a pagamento ben custodito, possiamo essere tranquilli, unico difetto un pò caro il ticket giornaliero, ma sono soldi ben spesi.
Da qui si può fare una piccola visita al lago, visita quasi d’obbligo, ci sono bellissimi panorami sopratutto sulle dolomiti che circondano il lago, intorno al lago c’è un percorso sterrato solo pedolane dalla durata circa di un ora, dove è possibile ammirare una tra i laghi più belli di tutta europa, lo dico in tutta onesta senza esagerare.
Una volta concluso il giro, ritornando al parcheggio si inforca la nostra bici e si scende verso fondo valle, segheria, qui c’è un bivio prendere verso destra, la strada incomiancia a salire con pendenze non impegnative, intorno a noi ci sono enormi prati verdi, e le cime dolomitiche sono davanti a noi con tutta la loro bellezza.
Continuando a salire si arriva ad una località chiamata Ponticello, qui c’è un piccolo centro ristoro ed un parcheggio per auto e bus, infatti proprio da Ponticello inizia la vera e propria salita verso il rifugio prato piazza 2000 m, la strada è piccola e non è possibile salire in macchina, un servizio navetta collega il rifugio a Ponticello. Noi proseguiamo oltre superiamo la sbarra e prendiamo la salita, da qui iniziano circa 8 km costanti a pendenza del 6% le pendenze non sono esagerate ne infattibili, ma non molla un attimo sale sempre, solo nel tratto conclusivo ci sono rampe intorno al 8% dopo lunga fatica, si giunge al rifugio la vista è mozzafiato, siamo in un vero e proprio anfiteatro naturale dove le dolomiti sono le protagoniste incontrastate. Per i più energici,in cima si possono fare molti percorsi offroad di grande bellezza, invece se siete saliti con una bdc siete costretti a fermarvi poichè la strada asfaltata finisce al rifugio.
Se siete amanti della natura della montagna e sopratutto delle salite, questo giro ve lo consiglio resterete soddisfatti, non serve una preparazione agonistica, ma senza dubbio bisogna avere qualche km nelle gambe.

alla prossima

Perchè andare in bici?! come scegliere il percorso?

Perchè scegliere di andare in bicicletta?! e soprattutto che percorso scegliere?!

A molti di voi sarà capitato di aprire la finestra e vedere una bella giornata soleggiata, senza nuvole, vi sarà salita la voglia di rispolverare la vostra bicicletta dai meandri della vostra cantina, ma non sapere che giro fare.
Vi do un consiglio, non preparatevi nessun giro, nessun percorso prestabilito, seguite il vostro istinto, assecondate la vostra voglia di pedalare, sia che siate in città, in periferia oppure in una località di campagna, di mare o montagna, l’importante è pedalare, può sembrare banale ma molto spesso capita che l’incertezza del percorso da scegliere, fa perdere tempo, ci fa pensare troppo ed alla fine rinunciamo ad uscire. Quindi mai esitare prendete la bici ed uscite, pedalate e basta!
Se proprio non riuscite a pedalare senza meta, datevi un limite di tempo, un ora due ore tre poi ritornate.
La bicicletta ha la capacità di rilassare la mente e la psiche perchè rinunciare a pedalare? penso che sia meglio della corsa.
Io pratico molta attività sportiva sia in palestra che all’aperto, e vi posso assicurare che l’attività che prediligo in assoluto è il ciclismo, non riesco a stare senza la bicicletta.
Nei prossimi articoli illustrerò alcuni percosi di grande bellezza.

a presto

Un dolce abbraccio

Primissimo articolo, del mio Blog erpiacioneroad, tutto un programma ahahahah
Ho deciso di aprire un piccolo spazio sul web, per condividere la mia passione per la bicicletta.
Illustrarvi i miei giri, i miei percorsi, le migliori tappe da percorrere su due ruote.

a presto!!!!