Siamo prontiii!?!?!

Siamo a Marzo!!! Dobbiamo prepararci! Tiriamo giù le nostre bici, procuriamoci degli stracci, detersivo, chiavi, brugole, secchio ed olio lubrificante. Le nostre bici devono essere smontate, pulite in perfetta condizione per affrontare la prossima stagione. È un momento fondamentale, della stagione, impostare bene l’inizio è molto importante.
Sono carichissimo di di cominciare, sarà una stagione bellissima piene do sfide, alla scoperta di luoghi. Meravigliosi.

Alla prossima
Ricky

Riccardo

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Incontro con i ragazzi della Scuola Media Testoni Fioravanti

Condivido questo bellissimo articolo! La bicicletta sta riprendendo il posto da protagonista che merita. I ragazzi delle medie hanno capito questa cosa.

Pedalando

Lo scorso 6 novembre sono stato invitato dall’I.C.5 – Scuola Media Testoni Fioravanti per un’intervista con i ragazzi della scuola che hanno partecipato al “Laboratorio di ricerca sui mestieri del Navile”.
Si tratta di una ricerca che svolgono i ragazzi delle classi terze sul territorio del quartiere Navile e tratta gli antichi mestieri a carattere artigianale presenti nella zona, al fine di conoscere la realtà del quartiere.
La ricerca è partita dall’esplorazione diretta del territorio e dalle osservazioni emerse. Da qui, le diverse interviste a “testimoni” che vivono e/o lavorano nel Quartiere, storie che si intrecciano ovviamente con la storia economico-sociale del Quartiere e con la Storia in generale, fino al presente.
Il piacere, quindi, di ricevere un invito di tal portata è stato per me notevole, così come la voglia di sentirmi parte integrante di un territorio che cerca di studiare se stesso per capire meglio la realtà, partendo…

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Bellissimo anello offroad mtb nel sud tirolo

Cosa si è disposti per fare una discesa di 25 km????!!!!!! questa è la premessa a questo articolo, è la domanda che mi sono fatto quando ho decido il percorso.

Valle Aurina Trentino alto Adige, una tra le valli più verdi è incontaminate che abbiamo in italia, un posto incantevole.
Nonostante sia una valle chiusa la gente è molto solare e socievole, si parla poco italiano la lingua più diffusa è il tedesco, per la precisione il ladino una lingua locale un dialetto del tedesco.

Tra le mille possibili escursioni in valle una aveva attirato la mia attenzione, un anello di circa 50 km per una parte su strada sterrata ed un un’altra parte su asfalto, partenza Rio bianco in val di Rio (una sotto valle della valle Aurina anch’essa a fondo chiuso) con salita al rifugio Porro a 2400 m detta anche forcella di Neves, una volta scollinati si scende sulla valle parallela, al lago di Neves nella valle dei Molini una valle parallela, giù in discesa attraverso tutta la valle con arrivo a molini di tures, poi si chiude l’anello risalendo a Rio bianco.

articoli

La mia preparazione non era delle migliori infatti ho sofferto molto i tratti in salita.
In particolare la salita alla forcella di Neves il sentiero non è pedalabile, è un sentiero a gradoni che risale al fianco di una sassaia, bisogna portare la bicicletta in spalla, è stata dura ma una volta al rifugio la fatica ha fatto spazio alla soddisfazione. Il panorama è mozzafiato molto molto suggestivo con vista di ghiaccia e vette innevate.

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Rifugio Giovanni Porro 2420 m situato in cima alla forcella di Neves

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Vista del lago di Neves dalla strada in discesa dal rifugio

La discesa dal rifugio verso il lago di Neves mi ha messo parecchio in difficoltà perchè la mia mtb non è dotata di freni a disco, ho dovuto prestare molta attenzione tra i tornanti.
Una volta giusto al lago scendere tutta la valle verso molini di tures è semplicissimo, senza pedalare tutta in discesa.
La parte finale risalire verso Rio bianco è stata particolarmente dura.

Giro escursione fantastico completamente immerso nella natura.

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Bicicletta regina dei trasporti

Una piccola punta di peperoncino piccante nel blog ci vuole!
Una nota polemica.
Vi è mai capitato di restare bloccati nel traffico? completamente fermi in auto in compagnia di altri automobilisti stressati?
Penso sia una situazione che sia successa a tutti e che accade spesso praticamente ogni giorno, per andare al lavoro, al supermercato, ai centri commerciali ecc. ecc.
In Italia il bel paese, il paese delle grandi case automobilistiche Ferrari, Maserati, Lamborghini, abbiamo preso sul serio le automobili, infatti le usiamo e ne abusiamo anche per spostamenti piccoli e ridicoli. Siamo viziati! Ci piace arrivare in auto direttamente in casa, direttamente nel supermercato. Ma come si può ben vedere questo modo di  pensare non funziona inquinamento e stress aumentano sempre più.
Esiste un sistema differente?
Ebbene si basta guardare oltre i nostri confini nazionali non c’è bisogno di andare lontano basta andare in Svizzera, Germania, Olanda, Danimarca, Svezia ne cito alcuni.
Questi paesi hanno capito che sono le biciclette il mezzo principe. Hanno costruito tutto in sistema affinché i ciclisti siamo in precedenza rispetto agli automobilisti. Addio code stressanti nelle grandi città. Il mezzo di trasporto principe deve essere la bicicletta.

Riccardo

Una delizia di nome inverno

Cari lettori, è passato parecchio tempo dal precedente articolo.
Chi ha detto che l’inverno è un periodo morto per il ciclismo?
Spesso sento dire, “ho messo via la bici, il freddo, il gelo, l’umidità, il buio ecc. ecc.”
Tutto vero, l’inverno è freddo buio ed umido, non è certamente il periodo migliore per intraprendere viaggi in bicicletta. Però non possiamo permetterci di abbandonare completamente il mezzo, non possiamo permetterci di non fare girare i pedali, rischieremmo di arrivare a marzo per riprendere regolarmente le uscite, con le gambe ingessate completamente bloccate fuori forma. Quindi si fa necessario una piccola preparazione fisica, a livello amatoriale.
Vi consiglio di seguire tre regole fondamentali. La prima: non smettere mai di pedalare, non è necessario fare uscite, ma anche una cyclette o una bike spinning o semplicemente dei rulli per bici possono fare il caso vostro.
La seconda: fare attività fisica alternativa alla pedalata, nuoto corsa palestra.
E infine terza regola: dieta varia magiare di tutto variando molto.
Non sono un preparatore atletico ne ho competenze specifiche. Però mi interesso molto sull’argomento.
Per finire l’inverno è un periodo di riflessione preparazione dove ci si prepara alle nuove avventure della stagione che verrà, quindi si fa necessario fare rifornimento di informazioni geografiche culturali sulle tappe che vorremmo affrontare. Tabelle altimetriche nozioni storiche e strade sono tutte informazioni necessarie per poter affrontare una bella escursione.

A presto,
Riccardo

Che rapporto hai con la salita?!

Questa è la domanda mi è stata fatta, da una mio caro amico. Che rapporto hai con la salita? Cosa pensi quando ti svegli al mattino sapendo che dovrai fare tanta fatica, cosa ci trovi di così particolare?

Sinceramente non esco neanche di casa se non faccio almeno un cavalcavia!
Se non andate in bicicletta, non potete capire il significato profondo che stà dietro ad una salita. Non riuscite a capire fino in fondo le mie parole. Come tutti quelli che vanno in bicicletta ho un rapporto passionale romantico tra amore ed odio, non c’è niente che esalti più la fantasia e il desiderio. Anche se sei pesante, un pò sovrappeso, fai fatica, ma solo nella salita ritrovi l’amore per il ciclismo.
Una follia, un atto di pazzia che porta a intraprendere kilometri e kilometri in pendenza tra sudore e fatica, con un unico desiderio arrivare in cima, sapendo che solo dalla vetta si godrà di un bellissimo panorama.
A differenza dei rapporti umani e della cultura moderna, dove per fare carriera ed essere migliori a volte si fa del male al prossimo ed agli altri. La bicicletta azzera tutto per salire in cima la strada è una e vale per tutti, nessuno ti protrà aiutare, solo te stesso!
Questo significa per me la salita!

Alla prossima

Riccardo

Alla scoperta dell’Adda parte Nord

Ciao carissimi! oggi vi propongo una bellissima escursione nella natura, alla scoperta di un fiume che ha segnato la storia e la cultura  della regione in cui scorre.
Il fiume Adda, in Lombardia. Faccio una piccola panoramica geografica, l’adda nasce nelle vicinanze di Bormio alta valtellina, laghi di Cancano e sfocia a Castelnuovo bocca d’Adda nel Pò dopo aver percorso circa 300km. Un percorso molto lungo che attraversa in senso verticale da nord a sud la regione. Durante i secoli questo fiume, è stato utilizzato come mezzo di trasporto e navigazione, infatti sono proprio le acque dell’Adda che formano i navigli milanesi, lunghe le sue rive grandi maestri pittori ed artisti hanno trovato ispirazione per le loro opere, uno fra tutti Leonardo da Vinci.Il percorso del fiume, si può dividere in tre parti, la prima dalla sua foce passando per la valtellina fino a
Colico dove si immette nel lago di Como, qui il fiume ha un tracciato principalmente torrentizio.
La seconda parte da Lecco, dove esce dal lago, fino a Cassano D’adda, la parte migliore più panoramica dove il fiume ha dovuto scavare nella roccia il suo letto. Ed infine l’ultima parte da Cassano D’adda fino al Pò dove il tracciato è prevalentemente pianeggiante.

Il percorso che vi mostro oggi, parte da Lecco fino a Cassano D’adda, la parte migliore come ho scritto precedentemente. Il tracciato è interamente sterrato, quindi la bici consigliata è una bella mtb, con copertoni in buone condizioni (controllate sempre lo stato dei vostri copertoni prima delle uscite).
Luogo di partenza Lecco city, facilmente raggiungibile in treno da Milano con diversi collegamenti, dove è possibile caricare la bibicletta a bordo.Lecco è una bella città prima di iniziare il giro, vi consiglio una visita, sopratutto sul lungo lago, molto suggestivo nelle belle giornate è possibile vedere in lontananza Bellagio ed il Monte Resegone.
Ma veniamo a noi, abbiamo tanti km da percorrere quindi forza in sella! si segue il fiume dalla sponda destra, una serie di piste ciclabili una via l’altra ci portano ad attraversare i paesi di Pescate, Garlate, Olginate ed gli ononimi laghi che si formano all’uscita del fiume da lecco, il silenzio e il lento scorrere del’acqua ci faranno da compagnia lungo tutto il tragitto. Le ciclabili asfaltate finiscono ed inizia il tratto sterrato, che ci porterà fino a Cassano D’adda. I primi km sono molto silenziosi, non troveremo molti ciclisti, il fiume percorre diverse anse a largo raggio, molto panoramiche. Solo una volta arrivati vicino ad Imbersago, il percorso diventa abbastanza frequentato, e molto suggestivo infatti questa zona è molto turistica ci sono diverse attrazioni come il traghetto di Imbersago, la vergine delle rocce di Leonardo, e una serie di centrali idroelettriche alcune in uso ed altre in disuso ed una serie di musei tematici sul fiume.
Le città di Trezzo D’adda Canonica D’adda sono dei veri e propri gioielli costruiti lungo il corso d’acqua, una serie di ponti alcuni in legno ed altri in ferro battuto ci portano fino a Cassano D’adda dove finisce il nostro tragitto. Un percorso bellissimo totalmente nella natura a contatto diretto con un fiume di grande storia, per un totale circa 70 km. Spero di avervi messo grande curiosità, ve lo consiglio se siete grandi amanti della mtb del silenzio e dell’avventura.
linko alcune foto del percorso.

Alla Prossima Riccardo